ALLA SUA PRIMA EDIZIONE QUESTO RICONOSCIMENTO, CHE È DESTINATO A DIVENTARE STORIA, È ANDATO A LORD KING

Libertà di pensiero e coraggio: sono i pilastri che accompagnano l’ideologia e gli obiettivi  dell’Associazione Guido Carli, nata per ricordare il grande segno che questo economista, finanziere, politico ed analista ha lasciato nel nostro Paese.
Un segno che mette in luce come l’impegno etico e costruttivo, volto a favore della collettività, non sia mai inutile.
Pochi mesi fa è stato istituito, per la prima volta, il “Premio Bancor”, con il fine, da parte dell’Associazione Carli, di dare vita ad una riflessione sui problemi che stiamo attraversando, confidenti che la razionalità e l’intelligenza dell’uomo possano trovare una strada per superare gli ostacoli.

Presidente dell’Associazione è Federico Carli, nipote di Guido che spiega come tutto questo meraviglioso progetto sia nato da una fortunata casualità.
“Mettendo a posto gli archivi di famiglia, ho trovato la raccolta degli articoli di ‘Bancor’ editi da L’Espresso. Una firma misteriosa, un segreto che rimase tale per molti anni, che stigmatizzava il connubio
tra Guido Carli ed Eugenio Scalfari. Guido Carli ai tempi era governatore della Banca d’Italia ed avrebbe avuto un problema istituzionale nello scrivere di temi d’attualità economica, su un settimanale graffiante come L’Espresso; nacque così lo pseudonimo ‘Bancor’. Gli articoli, frutto di libere quanto riservate conversazioni, analizzavano limiti e ostacoli, proponevano strategie e possibili soluzioni di temi
economici e finanziari dell’epoca. Questi articoli, che vanno dal 1971 al 1973, vennero poi raccolti in un volumetto: ‘Le confidenze di un banchiere’. Io l’ho trovato in casa con una dedica: ‘Bancor a Bancor’ da Eugenio a Guido con grande affetto”.
E qui l’idea di istituire anche un premio, che evidenziasse personalità con prestigio internazionale portatori di un pensiero precursore dei tempi…
“Sì, è stato in quel momento che è nata l’idea, con il fine di conferire un riconoscimento ad una personalità di rilievo mondiale nell’ambito dell’economia. Durante una colazione ho esposto il progetto agli amici Ernesto Fürstenberg Fassio e Sergio Starace che subito e con grande entusiasmo hanno accolto la mia proposta di organizzare insieme il Premio Bancor. Lo scopo del premio è quello innanzitutto di individuare una personalità di livello mondiale che si sia distinta per la profondità, ma soprattutto per l’originalità del pensiero. Una skill importante perché ci riconduce agli obiettivi dell’Associazione. La personalità per avviare questa cerimonia è stata individuata in Lord King”.
Quali gli obiettivi e sviluppi futuri legati a questo evento?
“L’idea è quella di dare vita ad un dibattito alto con una presenza autorevole ed internazionale in grado di esprimere in modo originale i propri pensieri sull’attualità economica. La fase attuale è molto difficile come era difficile quella dei tempi, in cui scriveva Bancor. Qui abbiamo il parallelismo che ispira questo premio perché noi esseri umani
talvolta consideriamo i problemi che abbiamo di fronte molto grandi rispetto agli anni precedenti, invece spesso non è così.

Negli anni ‘70 il mondo stava attraversando una fase difficilissima, ricordiamoci che c’erano due grandi blocchi che dividevano il mondo: uno concentrato sugli Stati Uniti d’America e l’altro sull’Unione Sovietica, foriero di una tensione costante che, proprio come oggi, non faceva nascondere la possibilità di escalation nucleare. Sul piano interno l’Italia era sconvolta da così tanta violenza, che non sembrava potesse avere fine, era attraversata da scioperi e rivendicazioni sindacali, che condussero alla follia del salario indipendente; inoltre, proprio in quegli anni, iniziarono anche forti fenomeni di corruzione. Sul piano internazionale ci fu il crollo degli accordi di Bretton Woods. Sempre in quegli anni sul piano internazionale si assistette al superamento degli accordi di Bretton Woods con lo Smithsonian Agreement siglato dal G10. Una serie di regole e procedure per controllare la politica monetaria internazionale, fu il primo esempio nella storia umana di ordine monetario interamente
negoziato come mezzo di governo dei rapporti tra Stati indipendenti. In contemporanea ci fu uno shock petrolifero superiore a quello del gas di oggi e partì l’inflazione. Quindi il grado di complessità di allora non era inferiore a quello di oggi, anzi superiore, eppure si trova la strada per venirne fuori”.
Veniamo all’originalità del pensiero con un parallelismo tra gli anni ‘70 ed oggi…
“Quello a cui stiamo assistendo negli ultimi anni è un affievolimento delle idee, un appiattimento su posizioni che semplificano eccessivamente la realtà. Mi spiego meglio: per esempio sull’Europa,
fino a un paio di anni fa, o ti dichiaravi europeista o negavi totalmente questa idea. La via di mezzo non era perpetrata, non un pensiero critico alternativo. Negli anni ‘70 questo c’era ed è quello che ci ha salvato. È da qui che nasce l’idea di istituire un premio che rimetta al centro la libertà di pensiero, perché solo così si può trovare la soluzione per uscire da situazioni difficili”.

 

Il presidente dell’Associazione Guido Carli è Federico Carli, nipote di Guido

Il premiato dell’Associazione Carli avrà un pensiero precursore dei tempi?
“Il premiato che ogni anno eleggeremo a Roma, avrà queste caratteristiche, non solo sarà un grande economista, ma una persona in grado di alimentare un dibattito intelligente, assumendo posizioni
che magari in Italia sono poco presenti, ma importanti.
A novembre prossimo sarà individuato un nuovo economista, abbiamo già alcune idee abbastanza precise. Non a caso è stata scelta Roma come città visto che sta attraversando una crisi: qui rispetto ad
altre città mancano le iniziative di livello internazionale alto. Questo compito è portato avanti da persone coraggiose che ormai sono sempre meno, dato che manca una vera libertà di pensiero.
Nel nostro progetto mettiamo insieme diverse persone tra loro, 20enni, 30enni, 50enni, proprio perché è importante avere la varietà di punti di vista. Bancor giornalista nasce da questa accoppiata
strana tra Guido Carli, che era un liberale che si era formato in una famiglia cattolica, con Eugenio Scalfari che invece era un uomo di sinistra. Gli articoli nascevano da un liberale che parlava di economia ad un giornalista che ascoltava e scriveva”.
Perchè proprio “Bancor”?
“Il Bancor giornalista affonda le sue radici nel Bancor pensato. Il Premio Bancor si ispira al termine ‘Bancor’ coniato nel 1944 dall’economista John Maynard Keynes, padre della moderna analisi macroeconomica, in occasione degli accordi di Bretton Woods, per indicare la sua soluzione agli errori del passato, attraverso una moneta sovranazionale non usata tra cittadini, ma soltanto tra banche
centrali e tra governi per creare la liquidità necessaria ad accompagnare l’espansione dei commerci.
Un’espansione che sarebbe seguita alla fine della guerra e avrebbe consentito a miliardi di esseri umani di tornare a crescere nel reddito, nella ricchezza, nelle prospettive di avere un futuro migliore.
Questa era una moneta che faceva affidamento assoluto sulla razionalità umana e che era anche pensata per togliere all’arbitrio della potenza economica la capacità di far o meno crescere i commerci mondiali.
Bancor era stata pensata per evitare che la liquidità necessaria ad alimentare l’espansione di commerci mondiali, derivasse esclusivamente dalla bilancia dei pagamenti degli Stati Uniti d’America.

 

L’idea di creare il Premio Bancor da
parte dell’Associazione Guido Carli è
nata dopo il ritrovamento, negli archivi
di famiglia, di una raccolta di articoli
firmati ‘Bancor’ dal nipote Federico

 

La proposta non passò e Bancor restò un sogno valutario.
Tuttavia segnò una rotta, e infatti gli anni che seguirono furono anni, in cui la cooperazione internazionale, che era l’elemento su cui Bancor si poggiava, svolse un ruolo importantissimo per far crescere l’economia. Bancor quindi non nacque ma segnò una strada”.
Alla luce di quanto detto, come si dovrebbe agire nel bene dell’Italia di oggi?

“Guardando all’Italia il primo punto, su cui ci si dovrebbe concentrare, è sicuramente quello di un’intelligente cooperazione tra Stati, che poggi sull’idea che il futuro di ognuno dipenda dal futuro di tutti e viceversa. Quindi la cooperazione internazionale deve essere uno di questi pilastri.
Il secondo punto è connesso con una credibile messa in sicurezza dell afinanza pubblica, che non sia però restrittiva per l’economia. Questo è possibile perché ci sono miliardi di euro di spese non socialmente utili, agendo quindi non tanto sulla quantità, sui saldi, ma sulla qualità della spesa pubblica.
Il terzo punto è lavorare ad una dotazione infrastrutturale, divenuta carente, degna di questo Paese che si può collegare con il punto precedente.
Quarto punto è lavorare per una cornice giuridica più adatta alle esigenze del Paese, riscritta in termini più moderni. Naturalmente poi c’è la produttività d’impresa. Ultimo punto che sembra extra-economico, ma è connesso con tutto quello che è stato detto, riguarda l’istruzione dove un punto centrale dovrebbe essere quello di ‘rincominciare ad insegnare’.
I ragazzi dovrebbero crescere come persone responsabili, coraggiose e in grado di esprimere un pensiero, argomentando le proprie convinzioni, dimostrando di essere capaci di sostenere un dibattito
alto, intelligente e libero”.

CHI È MERVYN ALLISTER KING

Mervyn King, in pieno Mervyn Allister King, Baron King of Lothbury (30 marzo 1948, Chesham, Buckinghamshire, Inghilterra), è un economista britannico, già governatore della Bank of England. La sua intelligenza e la sua determinazione lo hanno portato al King’s College, Cambridge, dove si è laureato in economia nel 1969.
Dopo aver studiato all’Università di Harvard, ha insegnato in diverse scuole. L’area di interesse speciale di King era la tassazione. Il lavoro di King lo ha portato all’attenzione in un momento in cui il governo del partito conservatore del primo ministro Margaret Thatcher stava cercando di semplificare il sistema fiscale e ridurre le tasse. È diventato vice governatore della BOE nel 1998 e governatore nel 2003. All’inizio l’economia del Regno Unito è cresciuta costantemente e l’inflazione è rimasta sotto controllo. Nel settembre 2007, tuttavia, la recessione mondiale ha iniziato a colpire il Paese quando uno dei principali istituti di credito ipotecario della Gran Bretagna, Northern Rock PLC, è crollato. Inizialmente, il re (e il cancelliere dello scacchiere Alistair Darling) esitò e, per la prima volta in più di un secolo, ci fu una corsa a una grande banca britannica mentre i risparmiatori ansiosi formavano lunghe file per ritirare i loro soldi. Alla fine, il governo ha nazionalizzato la banca.
Un anno dopo King fu criticato per aver mantenuto i tassi di interesse troppo alti per troppo tempo mentre l’economia iniziava a contrarsi. In risposta, King ei suoi colleghi del Comitato per la politica monetaria della BOE hanno agito con coraggio, espandendo l’offerta di moneta abruscamente e tagliando i tassi di interesse allo 0,5% entro marzo 2009, di gran lunga il più basso nei 300 anni di storia della BOE. Ha anche sostenuto il piano di austerità dell’amministrazione. Nonostante tali sforzi, tuttavia, l’economia del Paese è stata lenta a riprendersi. King divenne un critico accanito del settore
bancario, ma le sue riforme suggerite, che includevano lo scioglimento di grandi banche, incontrarono una dura resistenza. Quando il suo mandato è terminato nel 2013, King è stato sostituito da Mark Carney. Dopo aver lasciato la Banca d’Inghilterra, King riprese la sua carriera di insegnante, unendosi alla facoltà della New York University.

[Fonte: Enciclopedia britannica]

CHI È FEDERICO CARLI

Federico Carli, economista e manager, insegna all’Università Guglielmo Marconi e all’Università Europea di Roma. Presiede l’Associazione di cultura economica e politica intitolata a Guido Carli, di cui ha curato l’Opera Omnia (Bollati Boringhieri, 2014). Membro del Comitato Euro presieduto dal Ministro del Tesoro Ciampi, Consigliere del Ministro del Turismo durante il governo Draghi, scrive su importanti quotidiani e riviste italiani, partecipa a dibattiti e conferenze di rilievo internazionale, ha tenuto corsi nelle principali università di Roma. Ha ideato e realizzato il Premio Bancor. Tra gli altri
volumi, ha pubblicato Guido Carli. Scritti scelti (Laterza, 2000); Maastricht: venticinque anni (Aragno, 2017); insieme a Pierluigi Ciocca, La Banca d’Italia e l’Economia. L’analisi dei Governatori (Aragno,
2019); L’Italia nel mondo nuovo. Politica, economia, moneta (Class Editori, 2022); Bancor. Le confidenze di un banchiere (Aragno, 2022).