Cile, la stabilità politica attrae

Con circa 5.000 nuovi casi Covid di media e venti decessi al giorno il Cile sembra non più in una situazione di emergenza pandemica, anche in considerazione che con oltre 60.000 morti, i numeri attuali invitano alla cautela ma tranquillizzano le autorità sanitarie cilene sul fatto che non si tornerà alla grave situazione dei due anni precedenti.
A causa delle caratteristiche del territorio, in gran parte montagnoso e arido, solo il 3,1% della superficie del paese è coltivata; tuttavia, i moderni metodi di coltivazione negli ultimi decenni hanno permesso di accrescere la produttività. L’ agricoltura è concentrata nella Valle Central, mentre l’allevamento è diffuso soprattutto nel Sud del paese. Ostacolata per decenni dai latifondisti e dai settori politici conservatori, una riforma agraria rivolta a ridurre la dipendenza alimentare del paese venne avviata solo negli anni Sessanta e portata a compimento agli inizi degli anni Settanta dal governo
socialista di Allende. A tutt’oggi il settore impegna una parte esigua di manodopera e concorre per l’8,3% circa alla composizione del PIL. Di discreto rilievo sono le colture di cereali, patate, barbabietole
da zucchero, riso e pomodori.
Di notevole importanza la frutticoltura che include uva, meloni, mele, pesche, albicocche, prugne e ciliege. La viticoltura è un settore particolarmente attivo e i vini cileni cominciano ad avere una affermazione oltre i confini nazionali.
Le foreste coprono il 20,8% del territorio del paese e offrono ingenti quantità di legname, impiegato soprattutto per la produzione di carta e di materiale da costruzione.
Il Cile possiede inoltre una delle più rilevanti industrie ittiche del Sud America: il pescato annuo, soprattutto di sardine, acciughe, aragoste e astici, si attesta intorno ai 4,4 milioni di tonnellate.
Il Cile possiede ricchissimi giacimenti di rame, del quale è uno dei maggiori produttori mondiali. Il rame fornisce inoltre il 40,7% del valore delle esportazioni. Nella Terra del Fuoco e nello stretto di
Magellano si trovano giacimenti di petrolio e di gas naturale.
Nel paese sono inoltre presenti giacimenti di ferro, nitrato, zolfo, carbone, oltre ad argento, oro, manganese e molibdeno. Oltre Il 50% della produzione elettrica del paese è di origine idrica. L’industria
concorre nella misura del 34,3% alla composizione del PIL e occupa il 24% della forza lavoro;

La solidità delle istituzioni democratiche
favorisce il flusso degli investimenti

l’attività è fondata sostanzialmente sulla lavorazione e la trasformazione delle risorse minerarie, agricole e forestali. All’imponente settore dell’industria pesante – che produce consistenti quantità
di acciaio, ghisa, rame grezzo e raffinato – si affiancano le manifatture tessili, calzaturiere e conciarie, nonché quelle cartarie, alimentari, chimiche e farmaceutiche.
La maggior parte delle strutture industriali si concentra nelle immediate vicinanze di Santiago, Valparaíso. Le importazioni riguardano macchinari, mezzi di trasporto, materiale elettrico e derrate  alimentari. Nel 2021 il paese ha esportato merci e servizi per un totale di 23.745 milioni di $ USA, a fronte di importazioni per 18.383 milioni di $ USA. I maggiori partner commerciali del Cile sono Stati Uniti, Unione Europea, Giappone, Argentina e Brasile. Il Cile è membro associato del Mercosur. Il Cile è senza dubbio uno dei paesi più interessanti per investire non solo dell’America Latina ma, probabilmente, del mondo intero. Ciò si deve ai suoi piani di infrastrutture, estensione territoriale, livello di educazione della popolazione e sicurezza giuridica basata sulla solidità delle sue istituzioni
democratiche. Nonostante si tratti di una nazione piccola, comparata con i giganti dell’America Latina come Brasile, Messico e Argentina, il Cile vanta una grande economia prospera, stabile e aperta al mondo. Esistono quattro fattori che fanno la differenza fra l’economia cilena e le altre economie della regione. Il Cile ha un potenziale di crescita economica elevato, mantiene i suoi conti fiscali
ordinati, dispone di buone istituzioni e garantisce stabilità politica. Gli ultimi governi hanno saputo adottare misure anticicliche che sono riuscite a stabilizzare l’economia interna impedendo grandi cicli che hanno colpito i suoi vicini. Secondo i dati dell’Indice di Libertà economica del 2019 il Cile si trova fra i dieci paesi al mondo con più libertà economica e, ovviamente il più economicamente libero dell’America Latina.
Il Cile è l’economia emergente meglio valutata nel sudamerica.
Con un tasso di crescita del 5.5 per cento negli ultimi 25 anni, il Cile è una delle economie in via di sviluppo più dinamiche al mondo.
Il Cile è un luogo sicuro e affidabile per fare business. Secondo il la classifica del rischio pubblico rilasciata dall’Economic Intelligence Unit (EIU) sulla base dei risultati di gennaio-febbraio 2020, il Cile
vanta uno dei livelli di rischio più bassi al mondo, essendo stato classificato come “stabile” e con una A. Secondo la classifica mondiale di competitività del 2020 rilasciata dall’Institute for Management
Development (IMD), il Cile si trova al 22imo posto su un totale di 59 paesi al mondo, mantenendo la sua leadership in America Latina grazie al flusso di investimenti stranieri, telecomunicazioni e immagine del paese nel resto del mondo. Come risultato della sua stabilità politica ed economica il Cile ha mantenuto un ambiente di commercio attraente e dinamico per gli investitori,condizioni
complessive per le quali non è una esagerazione definire il Cile il Paese dove si può fare. ◆
* PhD Economics and Development LUISS

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