Egitto non è solo turismo

Senza alcun dubbio i numeri del turismo in Egitto, sono sicuramente impressionanti, in particolar modo se confrontati con le tradizionali mete turistiche estive del bacino del Mediterraneo.
Questo elemento è sia dovuto al fascino che da sempre esercita sulle persone la antica civiltà Egizia, sia al fatto che i contenuti costi del personale del settore turistico ricettivo proporzionati ad una buona qualità dei servizi stessi, consentono di vivere vacanze a prezzi abbordabili che in qualsiasi altra metà turistica del bacino Europeo del Mediterraneo non sarebbero immaginabili. Ma cerchiamo di capire altri ambiti interessanti dello sviluppo economico e turistico del Paese delle Piramidi. Primo fattore è il fascino internazionale del fiume Nilo che ha ispirato tantissimi scrittori, storici, archeologi e registi.
Come è noto l’Egitto ha pochissimi fiumi, ma possiede il Nilo, il più importante del Paese, nonché il fiume più lungo al mondo. Esso nasce dai grandi laghi africani, nella zona centrale del continente, e nel suo ultimo tratto attraversa da sud verso nord la parte orientale dell’Egitto. Il Nilo è stato di vitale importanza per il fiorire delle antiche civiltà, e lo è ancora oggi poiché è una fonte inesauribile di acqua per l’irrigazione dei campi.
Senza di esso l’Egitto sarebbe un’isolata landa desertica senza vita, trovandosi su uno dei territori più aridi del mondo: il deserto sahariano poverissimo di oasi.
Punto di forza del Nilo è il fatto di essere quasi tutto navigabile, a eccezione del corso in prossimità della prima cateratta, a sud. Scorre su un ampio letto per alcuni tratti incassato fra alte pareti
rocciose e poco a nord del Cairo, si divide in due rami principali: a ovest, quello di Rosetta, che sfocia vicino alla città di Alessandria, a est, quello di Damietta, che sfocia nei pressi del Canale di Suez.
A descrivere l’importanza vitale del Nilo ci pensarono già in epoca romana i commercianti dell’antica Praeneste che commissionarono ai maestri mosaicisti del tempo la meraviglia del mosaico del Nilo ottimamente conservato e attualmente visibile nel Museo Archeologico di Palestrina.

Infrastrutture istruzione e sanità
Business per le imprese italiane

Realizzato tra il secondo e il primo secolo avanti Cristo ha una storia lunga dal suo ritrovamento avvenuto agli inizi del 1600. Per stare ai tempi più recenti e all’ultimo e definitivo restauro, nel 1952 la storica società cinematografica Ponti-De Laurentis, che in quell’anno produceva anche il primo film a colori girato in Italia, propose alla Soprintendenza la realizzazione di un documentario a colori sul mosaico di Palestrina per la regia di Gian Luigi Rondi, grande critico cinematografico e documentarista, divenuto in seguito presidente dell’Ente David di Donatello. La proposta fu accettata dalla  Soprintendenza, ma a una condizione: la società cinematografica si sarebbe dovuta fare carico di tutte le spese del restauro. I lavori iniziarono nell’estate del 1952. Oltre a catturare la bellezza del Mosaico
del Nilo, le telecamere ripresero anche le varie fasi del restauro. Il documentario, intitolato Il Nilo di Pietra, fu completato nel 1954 e nel 1956 il mosaico fu definitivamente collocato all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Palestrina. Nonostante i numerosi restauri, la grande scenografia del Mosaico del Nilo ha conservato una singolare delicatezza nei colori, illuminati da una sorprendente luce che accende e spegne rocce e figure, alberi e animali, una luce che sfiora le acque del Nilo e diventa il filo conduttore di tutta la rappresentazione. Tornando agli aspetti di nostra competenza, l’economia
egiziana dovrebbe ulteriormente crescere nell’anno solare in corso stimolata dalla ripresa che sta caratterizzando il contesto mondiale. Nel 2023 il PIL dell’Egitto dovrebbe attestarsi al 5,4% riflettendo il ritmo irregolare della congiuntura globale. Negli ultimi cinque anni, il Governo egiziano ha intrapreso molte misure di riforma volte a supportare l’economia e aumentare l’efficienza dei servizi pubblici. Nel Financial Monthly Bulletin, il Ministero delle Finanze ha sostenuto che l’obiettivo è quello di raggiungere il consolidamento fiscale tramite azioni orientate a ridurre il debito pubblico con la sostenibilità fornita dagli indicatori di finanza pubblica e la razionalizzazione degli stessi diversificando le fonti di finanziamento. Il Governo mira, inoltre, a rinforzare la rete previdenziale, fornire un  sistema sanitario di qualità, aumentando gli stanziamenti finanziari per incrementare l’efficienza delle infrastrutture, i programmi di sviluppo, istruzione e salute. Questi ambiti di investimento possono
rappresentare una grande opportunità per le nostre imprese di questi settori, ovviamente e sarebbe inutile eluderlo, compatibilmente ad un miglioramento delle relazioni tra i due Paesi conseguenti anche alla reciproca volontà di fare definitiva chiarezza e giustizia sul caso Regeni.
* PhD Economics and Development LUISS

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