Estonia – Come ha reagito all’emergenza

Ci sentiamo, come italiani, un pò partecipi della diffusione del Covid-19 in Estonia. Infatti i primi casi di corona virus diagnosti- cati ai primi di marzo a Tallin erano di persone che tornavano da un viaggio in nord Italia. La prontezza del governo estone nell’adottare immediatamente provvedimenti di distanziamento sociale hanno fatto sì che il contagio è stato tenuto sotto controllo e a fine aprile la situazione era di circa 1400 casi e una mortalità fisiologica del 3% con 32 decessi. Questa gestione attenta del virus ha fatto sì che il primo maggio, in Estonia ha ripreso la vita lavorativa e sociale normalmente con tutte le necessarie protezioni. Solo per ricordare alcuni dati di sintesi economica a partire dal 1995 e fino al 2007 l’Estonia ha registrato elevatissimi tassi di crescita del prodotto interno lordo compresi tra il 5 ed il 12%, con la sola eccezione del 1999 (-0,3%). Tale impetuosa crescita è stata bruscamente interrotta dalla crisi economica mondiale che ha colpito il Paese baltico in modo durissimo sia nel 2008 sia nel 2009 quando il PIL è diminuito di quasi il 14% dopo il già pesante -5% dell’an- no precedente. Nei due anni successivi l’Estonia ha ripreso a cre- scere abbastanza velocemente.

Nel complesso, tra il 1995 ed il 2010 il PIL procapite dell’Estonia a parità di potere d’acquisto è passato dal 35 al 64% della media europea, la performance migliore rispetto agli altri Paesi dell’Europa orientale che partivano da un simile livello vedi Bulgaria, Romania e Lettonia. Dal 2011 l’Estonia ha adottato l’euro portando così ad una crescita diffusa della retribuzione media dei lavoratori ed è un’economia progredita tra quelle dei Paesi Baltici, soprattutto per quanto attiene all’attuazione delle riforme necessarie alla transizione verso l’economia di mercato.

I contagi legati al ritorno di estoni dal Nord Italia e la drastica riduzione del controllo dello stato sull’economia

L’Estonia ha infatti realizzato una drastica riduzione del controllo statale sull’economia, consentendo l’affermazione di un sistema imprenditoriale efficiente e diffuso. Il Paese mantiene, pertanto, buone probabilità per una facile integrazione con l’Europa occidentale. Il sistema produttivo estone, nonostante alcune crisi congiunturali, appare dinamico e diversificato. L’agricoltura è, tradizionalmente, uno dei settori importanti dell’economia estone; in particolare, uno dei fattori che ha caratterizzato il settore primario del paese è la transizione da un regime di pianificazione centrale ad un’economia di mercato.

I settori trainanti sono oggi quelli della subfornitura di componenti per l’industria delle telecomunicazioni, le attività di ricerca e sviluppo, sfruttando l’alto livello di specializzazione del personale, a cui si affiancano settori più tradizionali come il legno e l’agro-industria, i cui comparti più competitivi sono quello ittico e caseario. Comunque il punto di forza dell’Estonia, dal punto di vista economico, è costituito dai giacimenti di scisti bituminosi, da cui si può estrarre il petrolio che soddisfano i 2/3 del fabbisogno energetico. Un paese dinamico grazie al fatto di un contenuto numero di abitanti solo 1,3 milioni di cui 450 mila nella capitale Tallin con una capacità dei suoi cittadini ad abituarsi rapidamente ai cambiamenti Come è noto la festa nazionale del 24 giugno è un equilibrio tra rito pagano e la festa cristiana di San Giovanni, Jaanipaev, la notte tra il 23 e 24 in cui koit, alba, incontra hamarik, tramonto e per la tradizione estone si esprimono i desideri di raccolti abbondanti e di nuovi amori, state certi che per quella data in Estonia il Covid-19 sarà solo un brutto ricordo con poche conseguenze economiche. Purtroppo per noi e per il resto d’Europa non sarà così.